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Bilancio Gruppo Assimoco 2008

La crisi finanziaria, iniziata nell?estate 2007 negli Stati Uniti nel settore dei mutui, a seguito dello scoppio della bolla dei prezzi degli immobili residenziali, si è propagata, nel corso del 2008, all?intero mercato del credito e successivamente a ogni comparto dell?intermediazione finanziaria internazionale. Le tensioni sui mercati azionari e creditizi, culminate, al termine del terzo trimestre, nel fallimento della banca di investimento Lehman Brothers, hanno alimentato una profonda crisi di sfiducia generalizzata. La paura di altre insolvenze se non addirittura di un possibile collasso dei sistemi finanziari è infatti dilagata tra gli operatori al punto da mettere in discussione il funzionamento stesso del mercato interbancario. La crisi si è progressivamente estesa dai mercati finanziari alle economie reali, raggiungendo un numero sempre maggiore di paesi, fino ad influenzare, all?inizio del 2009, anche i paesi emergenti che nel corso dell?anno avevano fornito un sostegno positivo alla crescita globale. Nel 2008 l?area dell?Euro è entrata in recessione: negli ultimi tre trimestri il prodotto interno lordo è infatti sceso sia per gli effetti della crisi finanziaria che ha portato ad un irrigidimento nelle condizioni di erogazione del credito alle imprese, sia per la caduta delle esportazioni, associata alla riduzione della domanda globale. Nel quarto trimestre dell?anno la caduta è stata dell?1,3% rispetto al quarto trimestre del 2007. Negativa è stata anche la crescita negli Stati Uniti (-0,8%), e ancor più significativo è stato il rallentamento del Giappone (-4,6%). L?Italia è entrata in recessione nel 2008 con una caduta del Pil dell?1,9% nel quarto trimestre rispetto al trimestre precedente e del 2,9% rispetto al quarto trimestre del 2007. La variazione negativa del Pil in tutto il 2008 rispetto al 2007 è stimata in misura pari a circa il -1% a fronte di una crescita dell?area Euro positiva dello 0,8%. L?inflazione nell?area Euro è cresciuta nei primi due trimestri del 2008, raggiungendo il 4% in giugno per effetto dell?andamento dei prezzi dell?energia e di molte materie prime. Nella seconda parte dell?anno, in un quadro congiunturale in progressivo deterioramento, le pressioni inflazionistiche si sono fortemente attenuate così come la domanda di materie prime. Dal punto di vista della politica monetaria dell?area Euro, il tema dei rischi inflazionistici ha dominato il primo semestre al punto da indurre la BCE ad incrementare il tasso minimo delle operazioni di rifinanziamento dal 4% al 4,25% all?inizio di luglio. Nel corso del quarto trimestre, a fronte della paralisi dei mercati interbancari seguita all?insolvenza di Lehman, la Banca Centrale Europea al pari delle altre banche centrali, è intervenuta a sostegno delle istituzioni finanziarie in difficoltà con enormi iniezioni dirette di liquidità. I governi sono intervenuti in modo coordinato con le Banche Centrali, ampliando le garanzie in essere sui depositi bancari, rafforzando in determinati casi la struttura patrimoniale degli intermediari in crisi, giungendo a nazionalizzare totalmente alcuni istituti. Il tasso di riferimento delle operazioni della Banca Centrale è stato ridotto in tre riprese tra ottobre e dicembre fino al 2,5% e nei primi mesi del 2009 fino all?1,5%. Il 2009 ha visto un ulteriore peggioramento della situazione congiunturale internazionale che ha portato molti organismi internazionali a rivedere negativamente le aspettative globali di crescita per l?anno e per il 2010. Tale contesto non ha favorito i mercati finanziari e dei capitali che, a partire dalla seconda metà di febbraio, sono stati nuovamente dominati da sfiducia e pessimismo. La raccolta premi complessiva realizzata dalle compagnie assicurative in Italia nei primi nove mesi del 2008 è stata, in base ai dati resi pubblici dall?ISVAP, di 66.328,3 milioni di euro, con un decremento del 8% rispetto al dato dello stesso periodo nel 2007. In particolare i premi Vita hanno registrato un decremento del 12,5%. In diminuzione anche la raccolta premi per il settore Danni che registra una flessione dello 0,2%. In tal modo i due settori totalizzano rispettivamente il 60,4% e il 39,6% della raccolta premi complessiva. Nel comparto Danni, il ramo R.C. Autoveicoli terrestri e R.C. Veicoli marittimi lacustri e fluviali ha registrato un decremento del 3,1% rispetto ai primi nove mesi del 2007, con un?incidenza del 49,9% sul totale (51,4% nel 2006). Tra gli altri rami di maggior raccolta si confermano il ramo Corpi di veicoli terrestri, con un?incidenza sul portafoglio pari all?8,8%, il ramo Infortuni con 8,2% del portafoglio, il ramo R.C. Generale con il 7,8% del portafoglio, il ramo Altri danni ai beni con il 6,5% del portafoglio, il ramo Incendio ed elementi naturali con il 5,5% e il ramo Malattia con il 5,5%. Il canale distributivo delle agenzie con mandato risulta quello prevalente con una incidenza sulla raccolta premi Danni dell?84,5% (85,5% nello stesso periodo del 2006) e il 90,9% di quello relativo al solo ramo R.C. Auto (come nel corrispondente periodo del 2007). Il principale canale distributivo della raccolta premi Danni è rappresentato dalle agenzie con mandato (84,6% contro 85,5% nel 2007), dai brokers per il 6,6% (6,3% nel 2007), dagli sportelli bancari con una quota del 2,3% del portafoglio Danni (1,7% nel corrispondente periodo del 2007), da agenzie in economia e gerenze per il 2,4% e da altre forme di vendita diretta, tra cui canali telefonici e internet per il 4,1% (sostanzialmente invariati rispetto al 2007). Per quanto riguarda i rami Vita, il 50,4% della raccolta è derivato da assicurazioni sulla vita umana di ramo I: più precisamente il 5,8% da polizze di capitalizzazione di ramo V e il 40,9% da polizze assicurative di ramo III. Il contributo del ramo VI legato a fondi pensione si è attestato allo 2,6% della raccolta Vita totale. Il principale canale distributivo della raccolta premi Vita è rappresentato dagli sportelli bancari e postali con una quota del 56,7% del portafoglio Vita (62,7% nel corrispondente periodo del 2007). Il 21,3% dei premi totali è stato raccolto tramite agenzie con mandato (17,7% nel 2007), il 10,6% tramite agenzie in economia e gerenze (invariato rispetto al 2007), mentre i promotori finanziari, i brokers e le altre forme di vendita diretta hanno prodotto il 11,4% dei premi totali E? da evidenziare che il trend negativo dei primi nove mesi dell?esercizio, pur in assenza di statistiche ufficiali al riguardo, si è verosimilmente acuito nella parte finale dell?anno, soprattutto per effetto della crisi finanziaria internazionale, subendo in particolare le conseguenze negative ? specie nel comparto delle polizze Index Linked ? derivanti dal fallimento della Banca d?affari Lehman Brothers.
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